Che Lisa Morpurgo sia stata una grande astrologa (meglio una studiosa degli astri) è cosa conclamata, soprattutto per la sua capacità di esprimere semplicemente concetti profondi. Se leggete la parte di Venere nel suo libro “La natura dei pianeti”, ciò si rivela in tutta la sua potenza descrittiva. In questo capitolo (pag. 155) la Morpurgo narra in modo perfetto la differenza tra Venere Toro e Venere Bilancia, la prima enfatizzata dal sentimento taurino giovenale, la seconda da quello saturnino. Su questo punto il mio accordo è totale, meno quando analizza il rapporto Venere Nettuno, che a mio parere conduce Venere “là dove deve stare”, cioè nell’Olimpo dell’amore. Non solo perché Venere è esaltata in Pesci (dominio nettuniano), ma perché l’amore non è tanto quello gioioso del Toro o quello razionale della Bilancia, quanto un’espressione elevata che va oltre il sentimento individuale, che nei Pesci si traduce in un’accoglienza amorosa degli Altri o della umanità intera, cioè un senso di empatia e di soccorso del prossimo che non tiene conto dell’Io. Chi ha Venere in Pesci o congiunta a Nettuno, sostiene Morpurgo, tende a cambiare spessissimo partner proprio per questa ricerca della perfezione amorosa o della molteplicità dei sentimenti che non possono certo essere appagati da un singolo individuo. Quando nasciamo con Venere davanti al Sole si dice che andiamo “incontro all’amore”, mentre quando accade che Venere si trova “dietro”, allora questo amore lo attendiamo. Oggi Venere in Pesci non solo è davanti al Sole, ma addirittura lo supera di oltre 40 gradi, fatto non inusuale, ma certamente da considerare con attenzione. Difatti chi nasce oggi si ritrova con il cuore freddo di Saturno e il corpo caldo di Venere. Andrà incontro all’amore, ma si troverà combattuto tra l’amore perduto e quello ritrovato. Venere in Pesci è l’amore sublimato nell’arte oppure l’amore che non si può avere, secondo vari testi astrologici o autori importanti. Tutti concordano su questo, dimenticando (secondo il mio punto di vista) che Venere è esaltata in questo Segno. Perché allora non pensare come l’amore che si insegue per sempre e trovandolo ”persempre”? L’unico che comprende Venere in Pesci, pare essere André Barbault: “Sensibilità invadente, dai limiti sfumati, dalle forme incerte, strana e misteriosa nelle sue espressioni e nelle manifestazioni romantiche o mistiche. Ma è il trionfo dell’amore che salva e redime, della passione oblativa: il dono di sé nell’aspetto più generoso o il sacrificio masochista (Bach, Colette, Dickens, Hugo, Moliere, Ada Negri, Allan Poe, Van Gogh)”


