Tag: Summertime

Summertime Vs We are who we are

Summertime Vs We are who we are

E’ uscita da una settimana la seconda stagione di Summertime (odio l’estate) ed ha già sbancato tra gli utenti Netflix. Un anno fa scrissi che gli adolescenti della serie erano proprio “mocciosi” appunto ispirati a Tre metri dentro il miele. Se si vuole gustare l’opposto mocciano è consigliata la visione di We are who we are, serie teen di produzione Sky che esplora adolescenti di varie razze, che si trovano per casi familiari in una base americana vicino a Venezia. Il taglio drammatico di We are è certamente più crudo, più violento di Summertime e supera abbondantemente la prova qualità dell’esplorazione di varie tipologie di giovani umani. Non per questo Summertime è peggiore. Tralasciando qualche dubbio recitativo, i “mocciosi” esistono davvero, così come esistono i “fluidi” disperati e caotici di We are who we are. Summertime è scanzonato a Cesenatico, We are è un salto nell’abisso emotivo della giovane età. Però “chissenefrega” e “se siamo quello che siamo”, confesso che mi è piaciuto anche Summertime, non odio l’estate e ci troviamo sotto il Segno dei Gemelli, eterni adolescenti “mocciosi”.

OM

 

 

SUMMERTIME (odio l’estate)

SUMMERTIME (odio l’estate)

E’ uscita il 29 aprile l’attesa serie Netflix, Summertime interamente girata tra Cesenatico e il West, nel cuore della romagna balneare. Nei titoli di testa si legge “liberamente tratto da Tre metri sopra il cielo di Federico Moccia”. Questa è un po’ una fregatura condizionante ed effettivamente si sente l’atmosfera fatata del Moccia young pensiero. Otto episodi dove si dipingono adolescenti del “solito tipo” (cioè i mocciosi mocciani). Però gli amori balneari sono sempre devastanti, sia che tu sia ricco, povero, bello, brutto, bianco, nero ecc. ecc. Ho visto d’un fiato la serie per tre motivi: il primo che l’avrei vista comunque per l’argomento trattato, la seconda perchè nella grande carovana cinematografica, ha lavorato un Gemelli che ben conosco e la terza perchè ho vissuto a Cesenatico da 0 a 15 anni durante i mesi estivi. Devo ammettere che la serie è ben curata, nella regia, nei dettagli, nella fotografia. I giovani attori sono bravi, abbastanza spontanei e la storia è un lungo film su questo spicchio di tempo che è l’estate, vista dagli abitanti del luogo che si incrociano con i villeggianti: ti amo, soffro, parto, ritorno, non l’ho ma fatto, piango, sono lesbica, amo un altro. Non è sempre il solito “riff”, ma è proprio così, sempre, persempre. La beffa è che vista oggi, questa storia sembra appartenere già al “tempo che fu”. Quando il Grand Hotel di Cesenatico potrà di nuovo tornare a far parlare di sé?

OM

WhatsApp chat