Tag: Castaneda

La biblioteca di Belysario (17)

La biblioteca di Belysario (17)

Fellini incontrò realmente Carlitos, tant’è che De Carlo scrisse un libro su quella esperienza e Manara un fumetto. Questa prima edizione (maggio 1990) non poteva mancare poichè il miscuglio e il caos che ne derivarono da quegli incontri sono leggendari. Mastroianni avrebbe dovuto interpretare Castaneda? Una curiosità: sia Fellini che Castaneda sono del Segno del Capricorno. Però il film non fu mai girato. Soltanto al terzo tentativo Castaneda disse a Fellini che non se ne faceva nulla. Il Potere (come disse Carlitos) non lo permette. Bha! Io l’avrei visto volentieri. Tulum!

OM 

La Biblioteca di Belysario (14)

La Biblioteca di Belysario (14)

Devo ringraziare NovaRed per essere stata parte di questa sincronicità legata a quella “oscura materia” che è il sogno. Qualche giorno fa entro in possesso con prepotenza (?) di una tesi di laurea sul “sogno nel mondo ancestrale dell’America Latina” Fin qui nulla di strano, se non che un capitolo di questa tesi è dedicata alle credenze e culture della tribù yaqui (il popolo di Don Juan). Ieri in una trasmissione alla radio (che non ascolto mai!!!) i deejay raccoglievano messaggi e vocali di Whatsapp sui sogni fatti dagli ascoltatori. Se ne sentivano di ogni, la più simpatica è stata quella di un gay che in sogno faceva sesso con una donna cinese. Stanotte ho fatto un sogno dove spronavo una persona (che conosco) a mettersi in prima fila, a farsi avanti senza timore. Oggi il libro/sfida FB di una “guerrera” è L’arte di sognare di Carlos Castaneda. Come tutte le opere di Carlitos ho la prima edizione Rizzoli dell’ottobre 1993. Assieme al Fuoco dal profondo, L’arte di sognare rappresenta un libro-limite, una testimonianza inesplicabile del mondo tolteco. Il capitolo 12, La donna nella chiesa, è stato oggetto di infiniti riferimenti per spiegare quello che non si può. Fiamma penso si ricordi bene del capitolo 12.

OM

Parassiti (o artisti?)

Parassiti (o artisti?)

L’Oroscopo di Bong Joon-ho è di una incredibile armonia allegra e si “spande” tra la Vergine e la Bilancia con Venere “levante” in Leone. Forse è per questo che dirige film come questo e come Snowpiercer o Okya? Potrebbe essere la leggerezza la chiave per esplorare mondi diversi, tra la fantascienza e la realtà. Il film sarebbe piaciuto molto a Don Juan, soprattutto avrebbe ammirato il teatro della stregoneria live messo in scena dalla famiglia intera, protagonista del film. Una vera perla di “Arte dell’agguato”. Da vedere, nonostante i poderosi Oscar. 

Babylon by web

Babylon by web

Un fatto curioso è capitato ad un post di un paio di giorni fa a proposito di un misterioso segnale radio che mi ha ricordato il ciclo di 18 giorni raccontato da Castaneda nel volumetto “Si vive solo due volte”. Il post suddetto è stato cancellato, ucciso, morto e sepolto nel gruppo Carlos Castaneda di FB in cui lo avevo condiviso. Effettivamente il post aveva suscitato parecchie fibrillazioni inspiegabili (ma per me spiegabilissime). La motivazione della cancellazione da parte dell’amministratore del gruppo è stata questa: “Si prega di condividere solo post tradotti in inglese”. Tutti i post finora condivisi da me nel gruppo, sono sempre stati in “italian language” e nessuno ha mai subito alcuna angheria. Sono un po’ irritato perchè la discriminate del linguaggio è una sonora cazzata, ma per correttezza condividerò questo post in varie lingue usando il grande “Google traduttore” così Babilonia sarà felice.

Haitiano

Yon reyalite kirye rive nan yon pòs yon koup de jou de sa sou yon siyal radyo misterye ki raple m ‘nan sik la 18-jou di pa Castaneda nan ti liv la “Ou sèlman ap viv de fwa”. Pòs la susmansyone te efase, touye, mouri ak antere l ‘nan gwoup la Carlos Castaneda nan FB nan ki mwen te pataje li. Vreman vre pòs la te reveye plizyè ineksplikab (men trè explicable) fibrilasyon. Rezon ki fè la pou anilasyon an pa administratè gwoup la te sa a: “Tanpri sèlman afiche posts tradwi nan lang angle”. Tout pòs ki pataje pou mwen nan gwoup la yo te toujou pataje nan “lang Italyen” e pa gen yon sèl janm soufri nenpòt arasman. Mwen se yon ti kras irite paske diskriminasyon an nan lang se yon bullshit move, men pou jistis mwen pral pataje pòs sa a nan divès lang lè l sèvi avèk gwo “Google tradiktè a” se konsa lavil Babilòn yo pral kontan.

Inglese

A curious fact happened to a post a couple of days ago about a mysterious radio signal that reminded me of the 18-day cycle told by Castanedain the booklet “You only live twice”. The aforementioned post was deleted, killed, died and buried in the Carlos Castaneda group of FB in which I had shared it. Indeed the post had aroused several inexplicable (but very explainable) fibrillations. The reason for the cancellation by the group administrator was this: “Please only post posts translated into English”. All the posts shared so far by me in the group have always be en shared in “Italian language” and no one has ever suffered any harassment. I am a little irritated because the discriminate of language is a bad bullshit, but for fairness I will share this post in various languages ​​using the great “Google translator” so Babylon will be happy.

Spagnolo

Un hecho curioso le sucedió a una publicación hace un par de días sobre una misteriosa señal de radio que me recordó el ciclo de 18 días contado por Castaneda en el folleto “Solo se vive dos veces”. La publicación mencionada anteriormente fue eliminada, asesinada, muerta y enterrada en el grupo de FB Carlos Castaneda en el que la había compartido. De hecho, la publicación había despertado varias fibrilaciones inexplicables (pero muy explicables). El motivo de la cancelación por parte del administrador del grupo fue este: “Por favor, solo publique publicaciones traducidas al inglés”. Todas las publicaciones compartidas hasta ahora por mí en el grupo siempre se han compartido en “idioma italiano” y nadie ha sufrido ningún acoso. Estoy un poco irritado porque discriminar el idioma es una mala mierda, pero para ser justos, compartiré esta publicación en varios idiomas con el gran “traductor de Google” para que Babylon esté feliz.

 

La Biblioteca di Belysario (10)

La Biblioteca di Belysario (10)

Ho già scritto su questo volumetto che raccoglie in poche pagine il “castanedianesimo”, se mai è possibile chiamarlo in tal modo, cioè la totale, consapevole, imprescindibile “Arte della Follia Controllata”. Lo riprendo in mano perchè grazie ai Sagittari anonimi che popolano la Rete, ho letto di questo “misterioso segnale radio” che la Terra riceve ogni 16, 35 giorni da un punto imprecisato e impossibile dello spazio profondo. Ho trovato una straordinaria corrispondenza tra questa scoperta e l’episodio che cita Carlitos nel libro, che vi invito a leggere alla solita pagina “x,y,z”. Castaneda parla di una periodicità di 18 giorni (anzichè 1 16,31 gg.), in cui la Terra, in vari punti del globo, “riceve periodicamente l’energia del cosmo” e contestualmente apre dei “varchi” delle “porte”, in cui passare e accedere ad altre dimensioni. Direi che Castaneda può sbagliare di un giorno circa poichè i Toltechi (depositari dell’arte del vedere e del sognare), non avevano sofisticati strumenti di calcolo. Abbiamo quindi un ciclo lunare di 28 giorni circa che influisce sulla terra (e anche sul Segno del Cancro…) e che riguarda sottili mutamenti fisici e anche psichici, poi un’altra periodicità va considerata (con l’avvallo addirittura della scienza!), quella di 16/18 gg., dove esiste la possibilità di varcare proprio fisicamente (e spaventosamente) la dimensione percettiva attuale. L’episodio del volumetto spiega meglio di me il fenomeno del “varco”. Chi riesce a passare può mandare delle e mail, ma potrebbe essere che Internet lì non esista.

Saluti da Isidoro Baltazar a Hermelinda!

Preoccupati dello Spirito

Preoccupati dello Spirito

Un dialogo qualunque tra Don Juan Matus e Carlitos:

«Quando sarete a casa?», chiesi.

Mi guardò con aria indagatrice.

«Ogni volta che verrai», rispose.

«Non so esattamente quando potrò venire».

«Allora vieni e non ti preoccupare»

«E se non ci sarete?»

«Ci sarò», disse sorridendo e si allontanò.

Lo rincorsi e gli chiesi se mi permetteva di portare una macchina fotografica per fotografare lui e la casa.

«Questo è fuori discussione», disse aggrottando le sopracciglia.

«E un registratore, vi darebbe fastidio?».

«Temo che neanche questo sia possibile».

Inscenai una debole lamentela. Dissi che le fotografie e le registrazioni erano indispensabili per il mio lavoro. Don Juan rispose che c’era una sola cosa indispensabile per tutto ciò che facevamo. La chiamò ‘lo spirito’.

«Non si può fare a meno dello spirito», disse. «E tu non ce l’hai. Preoccupati di questo e non delle fotografie»

Ricapitolazione e vite multiple

Ricapitolazione e vite multiple

Questo misterioso volumetto, non raro, ma fuori dai circuiti editoriali castanediani, raccoglie interviste a Carlitos su vari aspetti della stregoneria adattati alla vita e quindi praticabili da tutti. Per quanto ne capisco il volume evidenzia l’abilità di Castaneda nell’arte dell’agguato. Egli racconta esattamente in qualche ora quello che egli aveva appreso in una vita con Don Juan. E lo fa con disinvoltura, adattando gli insegnamenti ricevuti alla sua esistenza. In 117 minuscole pagine si ripercorrono i punti salienti della stregoneria attraverso ri-narrazioni del vissuto trascorso e attuale. Don Juan amava raccontare storie dove si evidenziava il nocciolo dello Spirito. Anche Carlitos ci racconta le sue avventure strampalate e bizzarre con Carol Tiggs, Florinda Donner e via dicendo.

 “Il solo modo di sfuggire alla voracità della morte è un atto inevitabile e irrefutabile: la Ricapitolazione. Si comincia col compilare una lista di tutte le persone conosciute nel corso della propria vita, una lista di tutti coloro che ci hanno costretto a mettere in gioco il nostro Ego. La Ricapitolazione deve essere totale. Si prosegue a ritroso dalla Z alla A, partendo dal momento presente fino a retrocedere alla prima infanzia e anche prima qualora sia possibile. Tutto ciò che abbiamo vissuto a partire dalla nascita si è impresso nei nostri corpi.”

Power Maps (qui no Local Guide)

Power Maps (qui no Local Guide)

E solo dalle azioni dell’Aquila che un veggente può capire quello che essa desidera. L’Aquila, per quanto non si lasci toccare dalle condizioni di nessun essere vivente, concede a ciascuno di essi un dono. Ognuno, secondo i propri desideri e diritti, ha il potere, se vuole, di mantenere la fiamma della consapevolezza, il potere di disobbedire al richiamo della morte e della consunzione. A ciascun essere vivente è concesso il potere, se vuole, di cercare un passaggio verso la libertà, e di usarlo. Al veggente che scorge quel passaggio, e alle creature che lo attraversano, è evidente che l’Aquila ha concesso tale dono per perpetuare la consapevolezza.

             Allo scopo di guidare verso quel passaggio gli esseri viventi, l’Aquila ha creato il Nagual. Il Nagual è un essere duplice a cui è stata rivelata la regola. Che abbia forma di essere umano, di animale, di pianta, o di qualsiasi altro essere vivente, il Nagual è spinto da questa sua duplicità a cercare il passaggio nascosto.

             All’occhio del veggente un Nagual, uomo o donna, appare come un uovo luminoso diviso in quattro parti. A differenza dei comuni esseri umani che hanno solo due lati, la sinistra e la destra, il Nagual ha il lato sinistro diviso in due lunghe sezioni, e il lato destro diviso nello stesso modo.

             L’Aquila ha creato il primo uomo Nagual e la prima donna Nagual come veggenti, e subito li ha mandati nel mondo a esercitare queste capacità. Ha dato loro come scorte quattro donne guerriere, esperte nell’arte dell’agguato, tre guerrieri e un messaggero, che essi devono nutrire, tirar su e guidare alla libertà. Le donne guerriere sono denominate le quattro direzioni, i quattro angoli di un quadrato, i quattro umori, i quattro venti, le quattro differenti personalità femminili che esistono nella razza umana.

Mil novecientos sesenta y ocho

Mil novecientos sesenta y ocho

Nell’estate del 1960, quando studiavo antropologia all’Università di California, Los Angeles, feci alcuni viaggi nel Sud-Ovest per raccogliere informazioni sulle piante medicinali usate dagli indiani della zona. Gli avvenimenti qui descritti ebbero inizio durante uno dei miei viaggi. Ero in una cittadina di confine in attesa di un autobus della Greyhound, e chiacchieravo con un amico che mi aveva fatto da guida e da assistente nella mia ricerca. A un tratto questi si chinò verso di me e mi sussurrò che l’uomo seduto davanti alla finestra, un vecchio indiano dai capelli bianchi, sapeva molte cose sulle piante, specialmente sul peyote. Gli domandai allora di presentarmi a quell’uomo.

Il mio amico lo salutò, poi andò a stringergli la mano. Dopo che ebbero parlato per un po’ mi fece cenno di unirmi a loro, ma subito mi lasciò solo col vecchio senza nemmeno curarsi di presentarci. Questi non era minimamente imbarazzato. Gli dissi il mio nome e lui disse di chiamarsi Juan e di essere al mio servizio. Parlava usando la cortese formula spagnola. Ci stringemmo la mano per mia iniziativa, quindi restammo in silenzio per un certo tempo. Non era un silenzio teso, ma una quiete, naturale e rilassata da entrambe le parti. Sebbene il viso e il collo abbronzati e rugosi rivelassero la sua età, mi colpì il fatto che il suo corpo fosse agile e muscoloso.

Dissi quindi che ero interessato a ottenere informazioni sulle piante medicinali. Sebbene in verità non sapessi quasi nulla del peyote, mi sorpresi a fingere di saperne molto, e addirittura a suggerire che parlare con me gli sarebbe stato utile. Mentre continuavo a dire stupidaggini egli annui lentamente e mi guardò, ma non disse nulla. Evitai i suoi occhi e finimmo col rimanere, entrambi, in un silenzio morto. Alla fine, dopo un tempo che mi era parso lunghissimo, don Juan si alzò e guardò dalla finestra. Il suo autobus era arrivato. Salutò e lasciò la stazione

Il veganismo filosofico secondo il Sagittario

Il veganismo filosofico secondo il Sagittario

Alcuni mesi fa ho avuto una esperienza pessima che mi ha portato a considerare prima e a praticare poi, la strada del 100% vegan (slogan modale). Attraverso anni di letture, confronti con medici e medicine varie e considerazioni personali, sono arrivato alla scoperta dell’acqua calda, cioè che il cibo inquina il corpo a causa del global e dell’abbassamento esponenziale della qualità del cibo stesso. Ma va!! Dopo questa scoperta dell’acqua che può essere scaldata e persino “bollita”, mi sono imbattuto nella new age medica del prof. Lanzetta che, attraverso libri e interviste (e una superclinica a Monza), divulga le sue scoperte/considerazioni sul cibo come veicolo di malattie tipiche di questa umanità: artriti (di ogni genere e salsa), schiene a pezzi, ginocchia tumefatte, lombalgie come patologie del secolo derivate dalla sedentarietà nei luoghi di lavoro e della vita. Lanzetta non parla di veganesimo, ma di cibi dannosi e di cibi favorevoli, escludendo comunque carni e formaggi. Da qui mi sono detto: perché non passare direttamente al 100% vegan anziché transitare per questa strada? Le considerazioni etiche sugli animali le ho già fatte perché già ero, sono, sarò spesso (non sempre) “vegetarian for ever”, quindi mi sono gettato in questo percorso (peraltro difficile e affamante ahahahah) per ragioni di salute, di spirito e di corpospirito. Di solito non parlo di esperienze personali poiché Belysario è un’idea, un modo di vedere l’Astrologia, però dietro alle idee ci stanno persone per cui è andata così e se qualcuno si ispira tanto meglio: dopo 48 ore dall’aver spazzato via tutto, velenose farine comprese, mi sono sentito subito meglio e tuttora, a due mesi di distanza, vado quasi al galoppo. Che siate Sagittari o Gemelli o di qualunque Segno, un pensiero su questo cibo che ammala, lo farei. Capisco che Ariete e Leone possano mettersi a ridere o che il Toro si sbellichi proprio dalle risate e che il Cancro pianga per l’assenza di latte o il Pesci mi odierà, ma come siamo fatti lo sappiamo e poi, per dirla alla Don Juan: “Una strada è soltanto una strada e non vi è nulla di che se decidi di intraprenderla o di abbandonarla. Ma la domanda è sempre la stessa: questa strada ha un cuore? Se ce l’ha la strada è buona, se no non serve a niente. La prima ti fortifica, la seconda ti indebolisce”.

Postilla, Ludmilla, Camomilla world: prima di gettarsi a peso morto sul vegan forever è bene considerare tre cose: tutto deve essere “rigorosamente bio”, il corpo va yogato, pilatato, camminato, meditato, curato come non ci fosse un domani e la terza: Buon Giove a tutti!! 

Witchcraft & Perception

Witchcraft & Perception

da L’Arte di Sognare di Carlos Castaneda, edizioni Rizzoli 1993

“La stregoneria non è ciò che noi intendiamo nel contesto del nostro mondo quotidiano, cioè l’uso sull’uomo di poteri che travalicano l’umano o l’evocazione di spiriti con incantesimi, amuleti e rituali che creino un effetto soprannaturale. Per Don Juan la stregoneria era l’atto di incarnare alcune speciali premesse teoriche e pratiche sulla natura e il ruolo della percezione nel plasmare l’universo intorno a noi.”  

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